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『۞Bad religion๑۞』※◈ I don't care a think about eternal fires, don't pray on me◈※
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May 06 ....
Ci sono delle persone talmente abituate a vedere che le cose vanno male, che ormai si trovano piu' a loro agio davanti ad un fallimento che ad un successo.
May 03 Persino in libreria!!Ieri ero con una mia amica in una libreria. Molto tranquille stavamo leggendo le trame di alcuni libri.
Pur essendo una FNAC, dove vendono sai libri sia dischi, il livello delle voci dei clienti non era alto per rispetto di tutti, sia quelli che leggevano sia quelli che ascoltavano musica negli appositi lettori CD che si trovano nei negozi.
Mentre ero intenta a leggere la prima pagina di un libro, sento un gruppo di voci che urla:
O DIO SANTISSIMO!!! CAZZO HAI VISTO COSA C'E' QUA?!?!?!
Abbastanza incuriosita alzo lo sguardo e vedo un gruppo di preadolescenti vestite tra l'emo e il truzzo con qualche borchia che spunta qua e la.
Sono tutte accalcate di fronte a una pila di libri e continuano ad urlare:
CAZZO E' PROPRIO LUI!!! QUANTO CAZZO E' BONO HAI VISTO?!?! (della serie: bonjour finesse)
Le sovracitate fanciulle dopo qualche mugolio e sospiro di adorazione se ne vanno.
Incuriosite io e la mia amica ci avviciniamo di fronte alla pila dei libri accanto alla quale poco prima sostavano le ragazzine e...
(la mia espressione è stata circa questa)I libri che stavano guardando erano la biografia dei TOKIO HOTEL!!!!! (alias pensione Osaka o uno qualsiasi dei soprannomi che gli ha dato Κενός)
Per la serie: non si può stare tranquilli nemmeno in libreria...
April 29 PlatonePlatone "Il mito della tripartizione dell'anima" [FEDRO]
Sull'idea di anima dobbiamo dire quanto segue. Spiegare quale sia, sarebbe compito di una esposizione divina in tutti i sensi e lunga; ma dire a che cosa assomigli, è una esposizione umana e piuttosto breve. Parliamone, dunque, in questo modo. Si pensi, dunque, l'anima come simile ad una forza per sua natura composta di un carro a due cavalli e di un auriga. In primo luogo, in noi l'auriga guida un carro a due cavalli; inoltre, dei due cavalli, uno è bello e buono e derivante da belli e buoni; l'altro, invece, deriva da opposti ed è opposto. Difficile e disagevole, di necessità, per quel che ci riguarda, è la guida del carro. […] All'inizio di questa narrazione mitica abbiamo distinto ogni anima in tre parti, due con forma di cavalli, e la terza con forma di auriga. E anche ora manteniamo ferme queste distinzioni. Dei due cavalli diciamo che uno è buono, mentre l'altro no. Non abbiamo detto, però, quale sia la virtù del buono e quale sia il vizio del cattivo, ma ora dobbiamo dirlo. Quello dei due cavalli che si trova nella posizione migliore di forma lineare e ben strutturato, dal collo retto con narici adunche, bianco a vedersi e con gli occhi neri, amante di gloria con temperanza e con pudore e amico di retta opinione, non richiede la frusta e lo si guida soltanto con il segnale di comando e con la parola.
L'altro cavallo è invece storto, grosso, mal formato, di dura cervice, di collo massiccio, di naso schiacciato, di pelo nero, di occhi grigi, iniettati di sangue, amico della protervia e dell'impostura, villoso intorno alle orecchie, sordo, a stento ubbidisce ad una frusta fornita di pungoli.
Ora, quando l'auriga, vedendo la visione amorosa, e riscaldandosi interamente in tutta l'anima a causa di tale sensazione, è riempito dal solletico e dal pungolo del desiderio, quello dei due cavalli che è ubbidiente all'auriga, tenuto a freno allora come sempre dal pudore, si trattiene dal balzare addosso all'amato. Invece, l'altro cavallo, che non è sensibile né ai pungoli dell'auriga né alla frusta, si lancia con balzi violenti, e, procurando molti inconvenienti al compagno e all'auriga, li costringe a procedere verso l'amato e a fargli memoria dei piaceri di Afrodite. Da principio essi si oppongono e si sdegnano, in quanto si sentono costretti a cose vergognose e inique; ma alla fine, quando non vi è più possibilità di porre limite al male, vanno avanti trascinati, cedono e concedono di fare quello che viene loro imposto. Si avvicinano a quello, e vedono il viso folgorante dell'amato. Quando l'auriga lo vede, la sua memoria viene riportata alla natura del Bello, e di nuovo la vede collocata insieme alla Temperanza su un piedistallo immacolato. E come la vede, colto da timore e da rispetto, cade all'indietro e, ad un tempo, è costretto a tirare indietro le redini in modo così forte che tutti e due i cavalli si piegano sulle cosce, l'uno spontaneamente, in quanto non oppone resistenza; quello ribelle, invece, contro volontà.
April 17 Certa gente non ha un cazzo da fare...Capita, e molto spesso, purtroppo, che alcuni minorati mentali (solitamente truzzissimus tamarrissimusque) trovino divertimento nell'insultare altre persone. Questi anelli mancanti tra l'uomo e la scimmia, quando sono tra simili, urlano prese in giro e sberleffi verso una persona che sta tranquillamente passeggiando per la sua strada.
Sovviene la domanda: e chi sono queste "vittime"?
Le "vittime" sono persone che non rispecchiano il loro canone di bellezza: "brutti", "grassi", oppure persone assolutamente normali ma, purtroppo, deboli. Lo si capisce dalla camminata, lenta, con le spalle un pò curve in avanti, lo sguardo basso.
Appena vedono queste ideali vittime, codesti truzzi(e ricordo che codesti è un aggettivo dimostrativo con valore dispregiativo) gridano frasi assolutamente fantasiose e mai usate come "uh uh, l'hai vista quella?!! Quanto è brutta!!" oppure "Ehi, pachiderma, non salire su quel ponte se no lo sfondi!!" Come si nota, il loro registro linguistico e il loro vocabolario sono degni dei più celebri poeti di fine '900.
Dopo questa brillante scena comica, solitamente il gruppo di questi esseri acelebrati sghignazza e prosegue il suo cammino.
Ma la vittima?
In un primo momento, rimane sbigottita (userò il femminile perchè concorda con vittima, che tuttavia può essere anche un maschio). Non pensa subito che si rivolgano a lei. Lei stava semplicemente passeggiando, cosa può aver fatto? Poi vede che stanno additando proprio lei. Ripensa agli aggettivi che sono stati urlati nella sua direzione.
E in quel momento, inizia a vergognarsi. Di se stessa.
Certo, poi passa. Ma un segno rimane.
E chiedo ora a questi branchi (sì, non posso fare altro che definirlo branco, perchè i suoi appartenenti sono delle bestie):
ma davvero è così divertente?
Ditemelo.
Perchè se è così, raduno tutti i metallari della scuola e veniamo noi a ridere.
Di quel che resta di voi.
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in ordine alfabetico
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